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Elima
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Contents
• Note
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Dibattito sulla sua origine e collocazione
Taluni hanno voluto intendere per Elima la città di mwgqErice. Dionisio riconferma il nome della città di Elima ben due volte: la prima quando afferma che Enea la fondò in onore di Elimo, e successivamente quando afferma che in cima eresse un tempio a mwggAfrodite. Secondo Gabriella Vanotticite-ref-2[2] la spiegazione risiederebbe sul fatto che si parla di un altare a mwhwAfrodite Aineias posto sul punto più alto della città, e a Erice il tempio si trova proprio in cima al monte San Giuliano. Ma Dionisio parla pure di un tempio eretto da mwiaErice a mwiqSegesta, di cui, afferma con un certo sgomento lo stesso autore, non esiste traccia. Peraltro anche gli storici antichi menzionano, ora una, ora un'altra città, alimentando dubbi e perplessità:
• mwqaStrabonecite-ref-6[6], con riferimento ad mwrqEnea, riferisce che l'eroe si sarebbe fermato nella mwrgMacedonia, avrebbe soggiornato presso gli mwrwArcadi, e infine sarebbe arrivato col troiano Elimo in Sicilia, dove avrebbe fondato mwsaErice e mwsqLilibeo e dato il nome di mwsgScamandro e di mwswSimoenta a due fiumi nelle vicinanze di mwtaSegesta.
Ciascun storico antico fa riferimento a nomi diversi, alimentando una grande confusione, al punto che prima degli scavi presso la città di mwtgEntella si riteneva che neppure questa città fosse mai esistita; sulla stessa linea diversi storici hanno voluto in maniera del tutto arbitraria identificare la città di Elima con mwtwErice, ritenendo pertanto che una città di nome Elima non sia mai esistita.
Collocazione geografica
Nel 1956, l'Aloisiocite-ref-7[7] pone la costruzione della città sul mwzwmonte Castellazzo di mwaaPoggioreale, afferma che non si trattò di una città grande e importante quanto mwaqSegesta, destinata a diventare il centro politico degli mwagElimi, ma che ebbe una connotazione di fortilizio, posta in una posizione strategica a controllo della via del mwawCrimiso destro, a suo tempo un fiume navigabile, che da mwbaSelinunte conduceva al punto di confluenza, in uno snodo cruciale per raggiungere mwbqAgrigento-mwbgSiracusa, passando da Camico, o per raggiungere la città di mwcaSchera (mwcqCorleone) e mwcgMakella (mwcwMarineo) e da lì seguendo il corso dell'Eleuterio il mare dei Tirreni e mwdqHimera. Elima era posta sul monte che controlla il ramo destro del mwdgBelice, come mwdwEntella era posta sul sinistro. Dalla cima della Rocca di Entella si scorge il corso del fiume mweaBelice fino alle pendici di mweqPartanna, dal mwegmonte Castellazzo la vista spazia fino al mare dei Tirreni a Nord, e al mare Libico a Sud. Da ciascuna cima dei due monti si scorge l'altra, tale da permettere un sistema di comunicazione visivo antico quanto efficace.
Secondo invece un'ipotesi di Vittorio Giustolisi (1985) la città di Elima sarebbe da identificarsi con l'antico abitato sul mwfaMonte Bonifato (del quale rimangono soltanto le rovine), nelle vicinanze dell'odierna città di mwfqAlcamo.cite-ref-8[8]
Scavi archeologici sul Monte Castellazzo di Poggioreale
«.. poiché pur io ho sentito come tradizione del luogo essere stato quello il sito di Elima»
(Mons. Vincenzo Di Giovanni, Nuove Effemeridi Siciliane, V III p.169)
«.. Infatti la città dovette avere la sua necropoli, il suo cimitero dovette trovarsi sull'altipiano sottostante al piano stesso della città, ubicato sul lato nord-nord est, ove oggi porta il nome “Madonna del Carmine”. Quivi si sono scoperte tombe e vasi tipici del protocorinzio ed ellenico, e dei periodi più lontani ancora: patere, ampolle a collo stretto, istoriate col pavone, con la cerva, dai colori finissimi e vivi, lucidi, chiari, a fondo giallognolo, di colore nero ebano... vasi unguentari, sugli stessi tipi, anfore conformi, anche piccolissime e di più grandi a collo largo, decorate da ornato di diversi colori... frammenti di idoletti di terracotta, Cerere e Proserpina tanto coltivate in Sicilia, piccole teste di animali (cani) in terra cotta, i quali farebbero pensare alla concezione mitologica vivente presso gli Elimi i quali credevano Egesto nato dall'unione del cane col Crimiso.
Sul monte (lato est nord-est proprio di recente sotto lo scavo, a motivo agricolo, si sono scoperti e quasi allineati numerosi tholus: la caratteristica presenza di tombe a volta sotterranea coperte a mo' di cupola e tombe a cassa di pietra, coperte da unica lastra.»
(Can. F. Aloisio, Storia di Poggioreale - 1956)
Note
cite-note-11. ↑ Dion. Halic.(1,47,2)
cite-note-22. ↑ G.Vanotti – L'altro Enea, la testimonianza di Dionigi di Alicarnasso
cite-note-33. ↑ [L.VI – Tucidide]
cite-note-44. ↑ Scoli a Licofrone - Alex 953
cite-note-55. ↑ Aen. 5,73
cite-note-66. ↑ Strabone (VI,2,4)
cite-note-77. ↑ Can. F. Aloisio - mwswStoria di Poggioreale - Tip. Friulla Palermo, 1956
cite-note-88. ↑ mwtwmwuaGruppo Archeologico Drepanon,mwuq p. 18.
Bibliografia
• citerefgruppo-archeologico-drepanonGruppo Archeologico Drepanon, Bonifato - La montagna ritrovata, Trapani, Il Sole editrice, 2014, ISBN 978-88-905457-3-3.
Voci correlate